Mafc - Museo dell' Arte Fabbrile e delle Coltellerie

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Pizzinato

In occasione dell’anniversario del centenario della nascita di Armando Pizzinato, l’Amministrazione Comunale ha voluto ristampare il suo libro fotografico Poffabro luogo magico.
Barba Jacu da la Mariza il suo artista edito nel 1992 ed intitolare la sala mostre del Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, al pittore nato a Maniago il 7 Ottobre 1910.
In altre occasioni la comunità maniaghese ha reso omaggio all’artista con il conferimento della cittadinanza onoraria, decisa all’unanimità dal Consiglio Comunale il 22 Novembre del 1984, per “l’amore e la fedeltà alla sua terra, al paese che gli aveva dato i natali e che era stato teatro della sua giovinezza”.

Biografia
Nato a Maniago il 7 Ottobre 1910, si è trasferito a Pordenone nel 1923, dove lavora come garzone presso un decoratore. Nel 1930 si iscrive all’Accademia di Venezia, seguendo i corsi di pittura di Virgilio Guidi. Nel 1936 si reca a Roma, grazie alla borsa di studio istituita da Luigi Marangoni di Udine, circostanza che gli permette di incontrare pittori della scuola capitolina, con i quali condivide la netta opposizione alla cultura del regime e la necessità di un rinnovamento. E’ di questo periodo l’importante incontro con Renato Guttuso.
Nel 1943 interrompe l’attività pittorica per partecipare attivamente alla resistenza.
Riprende a dipingere dopo la liberazione. Nel 1946 partecipa alla fondazione del Fronte Nuovo delle Arti e, alla sua scissione, passa al movimento realista italiano.
Per tutti gli anni cinquanta si dedica a questo genere di pittura: soggetti di fabbriche, cantieri, lotte contadine, momenti di mobilitazione civile.
Dopo un decennio di fervido impegno politico, Pizzinato sente la necessità di ritornare ad una pittura più intima, per ritrovare il
proprio mondo privato.
Le pitture degli ultimi anni sono sempre di alto livello, dai gabbiani alle ultime composizioni come Mare (1994). In seguito, fino all’inizio degli anni Ottanta, si evidenzia una personale rivisitazione di soluzioni formali di ascendenza futurista e costruttivista ai limiti dell’astrazione.
Il 17 Aprile 2004 muore all’età di 93 anni: le sue ceneri sono collocate al Cimitero di San Michele a Venezia.

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