Santo Patrono

Il Santo patrono di Maniago è San Mauro martire, vescovo di Parenzo.
Ma San Mauro non fu soltanto Martire.
Due antiche iscrizioni, relative alla costruzione della chiesa e al trasporto, in questa, dei corpo dei Santo, confermano che il Martire fu anche Vescovo di Parenzo. Risalgono probabilmente al suo tempo gli avanzi della precedente chiesa, una basilica del IV secolo, preceduta da un oratorio ancor più antico.
Si può arguire, perciò, con molte probabilità, che Mauro fu Vescovo di Parenzo al tempo dell'ultima persecuzione, quella di Diocleziano, avvenuta agli inizi del IV secolo.
Secondo la leggenda, questo Vescovo istriano sarebbe venuto dall'Africa, forse per giustificare il nome, che significa infatti " moro ".
Cristiano dall'infanzia e giovane di specchiata vita, Mauro sarebbe diventato monaco e avrebbe trascorso diciotto anni in monastero. Poi si sarebbe spinto pellegrino a Roma, sulla tomba di Pietro. Da Roma sarebbe giunto in Istria, dove sarebbe stato eletto Vescovo di Parenzo.
Durante la persecuzione, avrebbe sopportato i tormenti più dolorosi, senza vacillare nella testimonianza della fede.
Finalmente sarebbe stato decapitato, e sepolto secondo la consuetudine romana - in un cimitero suburbano.
Due secoli più tardi, un suo successore, il Vescovo Eufrasio, avrebbe trasferito quella reliquia in una nuova chiesa a lui dedicata.
Ma la storia delle reliquie di San Mauro non finisce qui. Gran parte di queste furono portate a Roma nel VII secolo, al tempo del Papa di origine dalmata Giovanni IV, per essere sottratto alla profanazione da parte dei barbari Avari e Slavi. A Roma, le reliquie del Vescovo istriano furono e sono ancora conservate a San Giovanni in Laterano.
Il culto di San Mauro ebbe vasta diffusione, anche in luoghi assai lontani da Parenzo e dall'Istria. Se ne seguono le tracce a Fondi, nel Lazio, a Gallipoli, in Puglia, e addirittura in Bretagna.
Ma i due poli intorno ai quali si snoda la storia, benché leggendaria, di San Mauro, e il culto per le sue reliquie, restano Parenzo e Roma. E ciò sembra ricordare, e sottolineare, il legame di civiltà, oltre che di fede, che unisce la città di Pietro a quella di San Mauro.